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Curiosità sulle intolleranze alimentari legate ai cereali

intolleranza cereali

Quali sono i sintomi delle intolleranze alimentari ai cereali?

Le intolleranze alimentari legate ai cereali sono caratterizzate da sintomi molto simili a quelli provocati dall’intolleranza ad altri alimenti. La diarrea è sicuramente uno dei sintomi più comuni, ma in casi più rari può presentarsi anche la stitichezza. La presenza di aria nell’intestino e nello stomaco, le difficoltà digestive sono altri segnali tipici di intolleranza alimentare, così come il gonfiore della parte bassa dell’addome legato ai mal di pancia. In alcuni casi in concomitanza di questi disturbi possono verificarsi anche gonfiori o formicolio alle articolazioni, dolori alle ossa e spossatezza, eczemi e disturbi del sonno. Il livello intensità di questi sintomi può variare da soggetto a soggetto.

Come si identifica l’intolleranza ai cereali?

Se questi o altri sintomi si manifestano dopo aver mangiato determinate pietanze è d’obbligo rivolgersi al medico per identificare l’intolleranza. Nel caso dei cereali il maggiore responsabile delle intolleranze è il grano o frumento. In questo caso il medico effettuerà dei test ovvero il Prick Test e i Rast Test che servono anche per scoprire se si tratta di allergia o intolleranza al frumento, in quanto questi due disturbi sono differenti, come lo sono anche l’intolleranza al glutine e la celiachia.

Quali cibi bisogna evitare se si è intolleranti ai cereali?

Una volta accertata l’intolleranza alimentare al frumento, si dovranno evitare prodotti che contengono grano, come il pane, la pasta i dolci e altri prodotti da forno. Vista la massiccia diffusione delle intolleranze e allegrie al grano, non è difficile trovare nei supermercati prodotti pensati a posta per le persone che soffrono di questi disturbi. Il grano, in più, può essere sostituito da altri cereali come l’orzo, il riso, il mais, l’avena, il grano saraceno, a patto che siano state escluse allergie o intolleranze anche a questi cereali.

I grissini nel mondo

grissini al mondo

Tutti croccanti

La caratteristica principale dei grissini è che sono interamente croccanti. Si racconta che questo è proprio il motivo per cui vennero inventati, verso la fine del seicento, dal fornaio di corte, perché secondo il medico del re, quest’ultimo non poteva digerire la mollica del pane. Da qui il grissino, un prodotto da forno lievitato, sostitutivo del pane, ma tutto croccante, senza mollica.

L’altra caratteristica particolare, naturalmente, è il modo in cui questo risultato viene ottenuto: dando all’impasto la forma tipicamente allungata, più o meno sottile.

Gli altri: i grissini nel mondo

Risulta difficile immaginare che gli unici grissini al mondo siano quelli torinesi: dopotutto, un cibo con queste caratteristiche potrebbe essere stato inventato un po’ dappertutto. Ora, di prodotti da forno lievitati totalmente croccanti ce ne sono in effetti di tutti i tipi: dai cracker alle gallette, a varie qualità di pane sottile. Esistono cracker croccanti non lievitati (di pane azzimo) e di farina di riso (i senbei giapponesi). Ma tutti questi prodotti non sono a forma… di grissino.

Quelle che possono a buon diritto essere considerate delle cugine dei grissini sono le rosquilletas spagnole. Queste sono allungate e croccanti (a volte più croccanti dei grissini torinesi), originarie della zona di Valencia, e giustamente famose.

Un altro prodotto simile ai grissini, anche se di solito più corto, è il kaki (no, non è il frutto!) tunisino. Spesso cosparso di sale grosso, si mangia con le insalate o come stuzzichino.

Anche senza andare fuori dall’Italia, non bisogna dimenticare i taralli: croccanti, allungati… solo che sono incurvati fino a formare un anello.

Dall’Italia

Ma di fatto i grissini sono consumati in moltissimi paesi, solo che i grissini nel mondo sono, alla fine, di origine italiana. Partendo da Torino, hanno conquistato un posto sulle tavole nordamericane, europee ed asiatiche. Spesso sono conditi, con origano, cumino, sesamo; a volte con formaggio o aglio, e sono consumati non solo al posto del pane, ma anche con gli aperitivi, come stuzzichini, e talvolta con accoppiamenti insoliti (per esempio con lo yogurt!).

Tipologie di grissini di ieri e di oggi

grissini

I primissimi grissini torinesi

I grissini, considerati oggi dei prodotti da forno innovativi e sfiziosi, erano in realtà già conosciuti nel lontano XVII secolo. I primissimi grissini torinesi, nati addirittura alla corte sabauda, prendono il nome di “robatà”: il termine dialettale significa “caduto” o “rotolato” e descrive i grissini più lunghi e nodosi; a caratterizzare questi prodotti, annoverati tra le eccellenze della tradizione italiana, è proprio la lavorazione artigianale che rende l’impasto poco liscio. Più recente ma altrettanto interessante è il “grissino stirato”, ottenuto non arrotolando l’impasto ma allungando i lembi con le braccia. Da questi prodotti storici, si sono sviluppate ricette più moderne e all’avanguardia.

Prodotti da forno innovativi e gustosi

Per trasformare i grissini in prodotti da forno innovativi e originali è possibile lavorare sia sulla forma sia sugli ingredienti. Per quanto riguarda la forma, i tradizionali grissini lunghi e sottili possono essere sostituiti da bocconcini di pane più “tozzi”. Corti e spessi, questi grissini sono perfetti da sgranocchiare come spuntino o da portare in tavola per accompagnare tanti piatti diversi. I bocconcini di pane sono disponibili anche in confezioni monoporzione, pratiche da infilare in borsa e da portare con sé a lavoro o in viaggio.

Grissini per tutti i gusti

Leggeri e friabili, i grissini possono essere personalizzati con un ingrediente particolare. Molto apprezzati sono i bocconcini di pane ricoperti di semi di sesamo; oltre ad avere un gusto ricco e sfizioso, infatti, questi grissini si caratterizzano per la superficie ruvida che rende il prodotto ancora più stuzzicante. Da non perdere anche i bocconcini preparati con la farina di kamut, un prodotto goloso e fragrante che può essere accostato a tanti alimenti diversi non solo salati. La varietà di prodotti a disposizione, in conclusione, riesce a soddisfare i gusti più disparati.

Prodotti di panetteria e food design: creazioni che conquistano

Utilizzare i grissini per il food design

Il successo del food design, testimoniato persino dalla nascita di corsi universitari dedicati a questa attività, stimola la creatività di chi ama dilettarsi ai fornelli. Saper cucinare, infatti, non significa più solamente portare in tavola un prodotto dal sapore gustoso; al contrario, cucinare significa anche ideare nuovi modi per presentare le proprie creazioni culinarie. I prodotti di panetteria rappresentano un ottimo ingrediente di base da utilizzare per il food design; i grissini, a questo proposito, conquistano tutti con un mix di leggerezza, golosità e versatilità.

Decorare un piatto con i grissini

Oltre a essere uno snack perfetto da tenere in borsa nonché un prodotto sfizioso per preparare antipasti e appetizer, il grissino è anche un prodotto di panetteria decorativo da utilizzare in cucina. Semplice ed essenziale, la forma del grissino lascia spazio alle idee più originali: i bocconcini di pane, perciò, possono essere accostati per dare vita alle decorazioni più insolite. Scegliendo grissini più corti e più spessi, ad esempio, è possibile creare fiori stilizzati semplicemente disponendo i bocconcini a raggiera. Il grissino, al tempo stesso, può essere impiegato per realizzare forme tridimensionali, può essere decorato con creme e salse o può essere spezzettato per ottenere un elemento decorativo della dimensione desiderata.

Scegliere i migliori prodotti di panetteria

Tra i prodotti di panetteria disponibili per il food design, non mancano tantissime tipologie di grissini da scegliere in base alle proprie esigenze. A seconda degli ingredienti, infatti, il grissino potrà essere più chiaro o più scuro, avere una superficie liscia o essere ricoperto di semi e così via; la scelta, perciò, dev’essere effettuata sia in base al sapore del prodotto sia in base all’effetto estetico che si vuole ottenere. A questo proposito, i grissini lasciano spazio alle idee più originali.

Lievito alimentare per prodotti panificati

Prodotti panificati sul blog di Piavettini.com

Che cos’è il lievito alimentare?

Il lievito alimentare è un ingrediente utilizzato sia per arricchire di nutrienti prodotti panificati e altre preparazioni sia per insaporire gli alimenti. Il lievito alimentare, infatti, è un prodotto ricco di vitamine, di minerali e di altre sostanze che contribuiscono al benessere dell’organismo; tra queste spiccano le vitamine del gruppo B e il ferro. Il lievito alimentare viene fatto essiccare ed è disponibile in scaglie, da consumare anche crude: il processo di essiccazione viene effettuato a basse temperature per fare in modo che il lievito mantenga tutte le sue caratteristiche.

Come viene utilizzato il lievito alimentare?

Il lievito alimentare è, come il lievito di birra fresco, il Saccharomyces cerevisiae; quello in scaglie, tuttavia, non può essere utilizzato per far lievitare i prodotti panificati: è proprio l’essiccazione, infatti, che determina la perdita di questa proprietà. Il lievito alimentare, però, rappresenta un’ottima fonte di proteine vegetali; gli amminoacidi essenziali assunti con il lievito, infatti, vengono trasformati dall’organismo in proteine. Significativo è anche l’apporto di selenio di questa tipologia di lievito: questo antiossidante, nello specifico, contrasta l’azione dei radicali liberi e contribuisce a rallentare il processo di invecchiamento delle cellule.

Quali sono i vantaggi del lievito alimentare presente nei prodotti panificati?

Il lievito alimentare ha un basso contenuto di grassi e di sodio: gli amanti di pane e carboidrati in generale, perciò, possono indirizzarsi verso questa tipologia di lievito. Sano e nutriente, il lievito alimentare offre innumerevoli vantaggi sotto diversi punti di vista; la flora batterica dell’intestino, ad esempio, risente positivamente dell’assunzione di questo prodotto, tranne nel caso in cui ci sia un disequilibrio dovuto alla Candida Albicans. Il lievito alimentare, infine, è un ingrediente perfetto da consumare nei periodi particolarmente stressanti o in caso di stanchezza per riacquistare rapidamente le energie perse.

Storia dei grissini confezionati: dalle origini ai giorni nostri

Grissini confezionati sul blog di Piavettini.com

La nascita del grissino alla corte sabauda

Secondo la tradizione, i grissini nascono per opera del fornaio Antonio Brunero, che nella seconda metà del 1600 lavorava alla corte dei Savoia. Questo prodotto, diventato nel tempo un grande classico della gastronomia italiana sotto forma di grissini confezionati, fu creato per Vittorio Amedeo II, il futuro re sabaudo; l’idea non fu direttamente del fornaio, bensì del medico che si occupava di curare la salute cagionevole del giovane. I grissini furono apprezzati non solo da Vittorio, che si dice avesse difficoltà a digerire la tradizionale mollica di pane, ma anche dallo stesso Re Carlo Felice che si divertiva a sgranocchiarli persino nel Teatro Regio.

Quando il grissino conquistò la Francia

Proprio come Vittorio Amedeo II, tantissime persone apprezzarono la leggerezza e la digeribilità del grissino, decretandone un rapido successo su larga scala. Tra i tanti vantaggi offerti da questo innovativo prodotto, c’era anche la possibilità di conservarlo per lunghi periodi; a differenza del pane, infatti, i grissini non si deteriorano dopo pochi giorni. Dal Piemonte, i grissini confezionati iniziano a diffondersi ad ampio raggio, raggiungendo persino la Francia. Nei primi anni del 1800, fu lo stesso Napoleone Bonaparte in persona a creare un servizio di trasporto tra Torino e Parigi pur di non rinunciare a questa sfiziosa creazione culinaria.

Dai robatà ai grissini confezionati

Il termine robatà, che in piemontese significa “rotolato”, viene utilizzato per indicare i grissini tradizionali, la cui lavorazione a mano è evidente nelle tante piccole nodosità. Da questo prodotto artigianale sono nati i grissini confezionati, un prodotto realizzato a livello industriale ma che può conservare il gusto e la genuinità dei grissini antichi. Tra le aziende che producono grissini industriali, infatti, non mancano quelle che utilizzano esclusivamente prodotti di prima qualità, seguendo le tecniche di una volta.