La nascita del grissino alla corte sabauda

Secondo la tradizione, i grissini nascono per opera del fornaio Antonio Brunero, che nella seconda metà del 1600 lavorava alla corte dei Savoia. Questo prodotto, diventato nel tempo un grande classico della gastronomia italiana sotto forma di grissini confezionati, fu creato per Vittorio Amedeo II, il futuro re sabaudo; l’idea non fu direttamente del fornaio, bensì del medico che si occupava di curare la salute cagionevole del giovane. I grissini furono apprezzati non solo da Vittorio, che si dice avesse difficoltà a digerire la tradizionale mollica di pane, ma anche dallo stesso Re Carlo Felice che si divertiva a sgranocchiarli persino nel Teatro Regio.

Quando il grissino conquistò la Francia

Proprio come Vittorio Amedeo II, tantissime persone apprezzarono la leggerezza e la digeribilità del grissino, decretandone un rapido successo su larga scala. Tra i tanti vantaggi offerti da questo innovativo prodotto, c’era anche la possibilità di conservarlo per lunghi periodi; a differenza del pane, infatti, i grissini non si deteriorano dopo pochi giorni. Dal Piemonte, i grissini confezionati iniziano a diffondersi ad ampio raggio, raggiungendo persino la Francia. Nei primi anni del 1800, fu lo stesso Napoleone Bonaparte in persona a creare un servizio di trasporto tra Torino e Parigi pur di non rinunciare a questa sfiziosa creazione culinaria.

Dai robatà ai grissini confezionati

Il termine robatà, che in piemontese significa “rotolato”, viene utilizzato per indicare i grissini tradizionali, la cui lavorazione a mano è evidente nelle tante piccole nodosità. Da questo prodotto artigianale sono nati i grissini confezionati, un prodotto realizzato a livello industriale ma che può conservare il gusto e la genuinità dei grissini antichi. Tra le aziende che producono grissini industriali, infatti, non mancano quelle che utilizzano esclusivamente prodotti di prima qualità, seguendo le tecniche di una volta.