Monthly Archive giugno 2017

Curiosità sul confezionamento dei prodotti: monoporzioni o scorte famiglia?

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Quali sono le differenze tra i prodotti monoporzione e le scorte famiglia ?

La scelta tra monoporzione e scorta famiglia va fatta a seconda delle proprie esigenze, non sempre è conveniente comprare un formato famiglia, soprattutto se si vive da soli oppure, ad esempio, se si vogliono utilizzare i grissini come snack durante il lavoro. Infatti in questo caso è preferibile acquistare i grissini in monoporzione che permettono di mantenere la freschezza del prodotto perché si aprono solo le singole bustine.

Quali sono i vantaggi dei formati famiglia?

I vantaggi dei formati famiglia sono diversi, innanzitutto il prezzo. Quest’ultimo spesso è più basso delle monoporzioni grazie al risparmio che le case produttrici trovano nell’utilizzare la confezione singola. Oltre al costo minore, varia anche la quantità dei grissini, che è chiaramente superiore rispetto a quelli monoporzione. Le confezioni formato famiglia sono ideali soprattutto per le feste o per un aperitivo con molti partecipanti, altrimenti se il prodotto non sarà consumato in poche ore perderà la sua fragranza e diventerà immangiabile.

Quali sono i vantaggi dei formanti monoporzione?

I vantaggi dei formati monoporzione sono moltissimi, soprattutto per le persone che vivono da sole oppure per chi necessita di un alimento da trasportare con sé a lavoro o a scuola. I grissini in monoporzione si prestano molto bene per questo scopo, infatti essendo confezionati singolarmente permettono di essere trasportati senza creare alcun ingombro cosa che invece avverrebbe con il formato famiglia. Inoltre i grissini monoporzione sono anche più igienici, grazie alla sigillatura singola che permette di trasportarli in borsa oppure all’interno della 24 ore senza incorrere nel rischio di esporre il grissino al contatto diretto con la cancelleria oppure con gli altri oggetti all’interno della borsa. Viceversa la confezione protegge anche gli oggetti dalle briciole dovute all’eventuale rottura dei grissini che altrimenti si disperderebbero ovunque.

Come trovare produttori grissini di qualità anche fra gli scaffali del supermercato: leggi bene le etichette!

Grissini e prodotti biologici

Cosa bisogna guardare durante l’acquisto dei grissini?

La scelta dei grissini è molto importante, infatti prestare particolare attenzione alla scelta di un prodotto permetterà al consumatore di acquistare innanzitutto un cibo sano e nello stesso tempo gustoso. Sugli scaffali dei supermercati sarà possibile trovare moltissime varianti di grissini, sia per gusto che per tipologia di confezionamento come i monoporzione o formato famiglia. È preferibile optare sempre per dei grissini artigianali, così da garantire a tutti i membri della propria famiglia di mangiare un alimento sano, realizzato con materie prime controllate e genuine.

Grissino artigianale o industriale, quale scegliere?

In questo caso la scelta non è particolarmente difficile. La scelta del grissino artigianale rispetto a quello industriale è sicuramente quella più adatta. In primis acquistare dei grissini artigianali vuol dire spendere soldi per un prodotto di altissima qualità, che a differenza di quelli industriali viene realizzato da maestri fornai con prodotti italiani, ma soprattutto controllati. In fine bisogna leggere bene le etichette per accertarsi che all’interno del prodotto non ci siano sostanze chimiche di alcun tipo come ad esempio conservanti o altro. Ma non finisce qui, bisogna controllare anche la presenza di olio di palma, in tal caso è consigliabile acquistare un’altra tipologia di grissini.

Meglio i grissini fritti o quelli al forno?

I grissini cotti al forno rispetto a quelli fritti sono sicuramente più salutari, infatti essendo cotti al forno non entrano a contatto con l’olio di arachidi o di semi che solitamente vengono utilizzati per la frittura. Quindi durante l’acquisto dei grissini è consigliabile leggere attentamente l’etichetta sulla confezione, così da capire in  quale modo i grissini siano stati cotti. Ovviamente la cottura al forno permette una conservazione maggiore rispetto a quelli fritti.

Caratteristiche della cottura in forno dei grissini

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Come avviene la cottura nel forno?

La cottura in forno dei grissini è preferibile perché ha tanti vantaggi come il prolungamento della conservazionee la minore presenza di grassi all’interno del prodotto. Infatti la cottura in forno permette di ottenere un prodotto finale con moltissimi grassi in meno grazie alla mancanza dell’olio che invece è presente nei grissini fritti. La cottura in forno oltre ad essere più sana è anche più semplice.

A quale temperatura devono cuocere i  grissini?

La cottura nel forno avviene solitamente in 8 – 10 minuti ad una temperatura di 190°, quest’ultima può variare leggermente a seconda dello spessore dei grissini. È molto importante posizionare bene i grissini sulla teglia così da permettergli di cuocere in maniera ottimale senza rischiare spiacevoli inconvenienti. La distanza ottimale è di circa 2 centimetri da grissino a grissino così da evitare che si attacchino gli uni agli altri.

Consigli per la cottura in forno dei grissini.

Molte persone per la cottura dei grissini in forno utilizzano della carta argentata come base sulla quale appoggiareli. La carta argentata non è la scelta migliore per due diversi motivi, il primo è che non permette una cottura ottimale del grissino e il secondo è che spesso il grissino stesso vi si attacca. Per ovviare a questo problema è consigliabile adoperare la carta forno, che andrà tagliata e posizionata all’interno della teglia senza dover assolutamente essere oliata o altro. La carta forno consente una cottura perfetta e salutare dei grissini. Una volta terminata la cottura è importante lasciare riposare i grissini per qualche minuto all’aria fresca per farli raffreddare, così facendo i grissini diventeranno croccanti all’esterno e friabili all’interno. Potranno essere conservati in un sacchetto per il pane così da gustarli anche nei giorni successivi senza perdere la fragranza.

 

 

L’arte artigianale di fare il pane: piccola storia della panificazione

Prodotti da forno sul blog di Piavettini.com

Una storia lunga come l’umanità

È difficile dire con precisione quando è nata l’arte della panificazione, infatti la nascita di questa tecnica si perde nella notte dei tempi. Quello che invece è possibile fare grazie ai ritrovamenti archeologici e alle testimonianze degli storici che si sono susseguiti nei secoli, è delineare quali sono state le epoche e soprattutto le civiltà che hanno dato un apporto decisivo all’arte di fare il pane. I questo breve excursus vedremo proprio quali sono state le principali civiltà che hanno contribuito maggiormente nella storia delle panificazione.

L’arte di fare il pane per gli egizi e i greci

Una delle civiltà più antiche che ci hanno lasciato delle testimonianze sulla panificazione sono gli egizi. Grazie allo storico Erodoto (484 – 425 a.C.) sappiamo che furono proprio gli antichi egizi a mettere a punto la fase più importante della panificazione ovvero la lievitazione. Infatti scoprirono che aggiungendo all’impasto di semi macinati e acqua, un pezzetto di impasto del giorno prima, si otteneva questo straordinario risultato. Il segreto della panificazione fu poi appreso anche dai greci che portarono quest’arte a livelli superiori, perfezionando anche i forni per la cottura.

La panificazione nell’antica Roma e nel medioevo

L’arte di fare il pane poi arrivò anche a Roma, ma solo verso la fine del periodo della Repubblica, qui nacquero di fatto le prime botteghe per la panificazione e per la vendita del pane, prima con L’avvento dei mugnai e poi dei forni e delle panetterie vere e proprie. Questa antica arte secolare ebbe però una battuta d’arresto durante il medioevo a causa delle invasioni barbariche. In quel periodo infatti questa tradizione continuò quasi esclusivamente nei monasteri, per poi tornare in auge solo nel Rinascimento. Il pane nelle epoche successive fu sempre considerato il cibo dei poveri, per cui fu pesantemente tassato. La mancanza di pane è stata al centro delle più grandi carestie e rivoluzioni.

Approfondimento sul frumento (nel settore della panificazione)

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Dal frumento alla farina

Il frumento, più comunemente chiamato grano, è un cereale che viene generalmente tritato finemente per ottenere la farina che è la materia prima nel settore della panificazione. In base alla lavorazione è possibile ottenere diverse tipologie di farina, da quella integrale che in un certo senso è la più grezza e ricca di fibre, fino alla 00 che è la più raffinata e povera di fibre. Un’altra differenza consiste anche nella tipologia di grano che può essere duro, dalla cui farina si ricava la pasta, o tenero che invece viene impiegato per il pane.

Dal frumento al pane

I prodotti panificati che come abbiamo detto si basano principalmente sulla farina di grano tenero sono molteplici. Ma per passare dalla farina al pane, ai grissini o altri prodotti affini c’è bisogno di seguire un processo di lavorazione che parte sempre dall’impastamento. Con l’aggiunta dell’acqua si vanno a idratare le proteine presenti nel frumento, questo processo favorisce la formazione di glutine e granuli di amido che conferiscono all’impasto la consistenza caratteristica. In base alla tipologia di prodotto all’impasto va anche aggiunto il lievito. Uno dei più famosi prodotti panificati che prevede la fase della lievitazione è appunto il pane. I lieviti aggiunti all’impasto trasformano il glucosio in anidrite carbonica e alcol etilico, questo processo comporta appunto la lievitazione che fa aumentare notevolmente il volume dell’impasto. Segue poi la formatura, che conferisce al prodotto la forma tipica, e la cottura che può variare sensibilmente in base alla tipologia del prodotto panificato.

Le proprietà del frumento

Il frumento presenta diverse proteine di cui la più conosciuta è il glutine che è essenziale per il processo di panificazione, ma è causa anche di intolleranze alimentari e della celiachia. In generale  le proteine del frumento sono a basso valore biologico quindi vanno sempre accompagnate ad altre fonti proteiche.

Alimentazione sana e sport (come inserire prodotti di panificazione nella dieta sportiva)

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Le proprietà nutrizionali del grano

Il frumento che è alla base dei prodotti panificati è un cereale e come tale ha un alto contenuto di amido e fibra alimentare, mentre risulta povero di grassi e di sodio. Ma ciò che incide notevolmente sulla presenza dei nutrienti nel frumento è la lavorazione necessaria per l’impiego nel settore della panificazione, ovvero la riduzione in farina. Le farine integrali ovvero quelle meno raffinate, sono sicuramente quelle con valori nutrizionali più elevati. Il frumento come gli altri cereali, oltre all’amido che è un carboidrato, forniscono anche diverse vitamine in particolare B1, B2, B3 e PP, ma anche sali minerali come il fosforo, il magnesio il cromo, il rame, molibdeno, il selenio e il manganese.

I prodotti panificati nella dieta sportiva

Se si segue una dieta sportiva bisogna prestare attenzione alla tipologia di prodotti panificati che si assumono durante i diversi pasti. Ci sono differenti tipologie di pane, come i grissini, le piadine ecc, ma ciò che conta è la tipologia di farina che viene impiegata durante la panificazioni. Il pane scuro, viene impropriamente definito integrale, in quanto non è costituito da farina integrale ma da un miscuglio di farina bianca e crusca che gli conferisce appunto il caratteristico colore scuro.

Dieta sportiva: pane scuro o bianco?

A differenza di quanto si possa crede, il pane “integrale” e quello bianco non differiscono molto in quanto a valori nutrizionali, infatti per quanto riguarda i carboidrati il pane scuro contiene il 50% dei carboidrati, mentre quello bianco ne contiene il 54%. Il primo contiene 1*11% di proteine e l’1,5% di grassi, mentre il secondo l’1*8% di proteine e l’1% di grassi, in più hanno valori equivalenti di ferro, calcio, fosforo e vitamine del gruppo B. Tuttavia il pane scuro è preferibile per la dieta sportiva in quanto presenta un maggiore contenuto di fibre dovute alla presenza della crusca.